Rane,
Torpedini e scintille
Galvani,
Volta e l'elettricità animale
Marco
Piccolino - Marco Bresadola
Bollati
Boringhieri Editore
Torino
2003
Premio
Pozzale Luigi Russo 2003 (ex aequo)

Il contenuto
«Non avrei mai creduto che la fortuna mi sarebbe stata
amica
a tal punto da concedere, forse a me per primo, di maneggiare, per
così
dire, l’elettricità nascosta nei nervi e di trarla fuori di essi
e di porla quasi sotto gli occhi di tutti».
Così si esprime nel 1791 Luigi Galvani annunciando al mondo
i risultati dei suoi esperimenti sulle rane, con una frase che riassume
la modestia ma anche l’orgoglio dello scienziato che riesce a svelare
un
fenomeno della natura vivente tanto importante e così a lungo
avvolto
dal mistero. La scoperta di Galvani che la conduzione nervosa e il moto
muscolare sono fenomeni elettrici, infatti, forniva la risposta a
domande
che avevano accompagnato l’uomo fin dagli albori della sua storia.
Oltre
a porre le basi della moderna scienza del sistema nervoso, questa
scoperta
avrebbe portato, per vie imprevedibili, alla invenzione di uno
strumento
straordinario, la pila di Volta, che nell’arco di pochi decenni
rivoluzionerà
tanto la scienza quanto la vita dell’umanità. Il libro
ripercorre
le fasi di quel cammino di ricerca che, a partire dai primi studi sulla
elettricità di alcuni singolari pesci come la torpedine, conduce
alla scoperta galvaniana dell’elettricità animale e alla
invenzione
della pila di Volta, sia ricostruendo il contesto storico della scienza
e della medicina tra Settecento e Ottocento, entro cui si muovevano
Galvani,
Volta e i loro colleghi, sia chiarendo i problemi scientifici che erano
alla base delle loro ricerche e che hanno continuato ad attirare
l’attenzione
degli scienziati fino alla nostra epoca. In una forma comprensibile al
vasto pubblico, gli autori dimostrano l’inconsistenza di molti luoghi
comuni
che la nostra tradizione culturale ha costruito negli ultimi due secoli
attorno alla figura di Galvani e Volta, e propongono una immagine nuova
della loro opera rispetto a quella che si è sedimentata
nell’immaginario
collettivo. Uno straordinario avvenimento della scienza e della storia
di fine Settecento viene così presentato ai lettori, al di
là
di ogni rigida separazione tra sapere umanistico e scientifico, e
recuperando
il fascino culturale della scienza che era così forte nel secolo
dei Lumi, ma che si è andato poi perdendo in epoche più
recenti.
Gli autori
Marco Piccolino è professore ordinario di Fisiologia
generale
all’Università di Ferrara, dove insegna anche Epistemologia e
Storia
delle scienze della vita. Nel corso della sua attività di
ricerca
sperimentale si è occupato soprattutto di neurofisiologia della
retina
pubblicando i risultati dei suoi studi su alcune delle più
importanti
riviste internazionali (tra cui «Nature»,
«Science»).
Ha trascorso lunghi periodi di lavoro all’estero ed, in particolare,
all’École
Normale Supérieure di Parigi, alla Tokyo University e in alcune
università del Nord-America.
Marco Bresadola ha conseguito un dottorato di ricerca in
Storia
della scienza all’Università di Firenze e attualmente
lavora
come ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Umane
dell’Università
di Ferrara. Si è a lungo occupato di Luigi Galvani e delle
scienze
della vita nel Settecento, pubblicando numerosi articoli di carattere
storico
e scientifico su riviste italiane e internazionali. Insegna Storia
della
Medicina all'Università di Ferrara e di Udine.
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